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PUNK NEL 2004 |
Quante volte, partecipando ai forum di discussione di siti "punk" italiani mi sono imbattuto in discussioni del genere "il punk è morto" o "i Nofx non sono punk" oppure "il punk
è moda" o ancora "io sono più punk di te".
Questo articolo non vuole essere la risposta a nessuna di queste discussioni,
tanto meno su chi è più o meno punk (come se fosse un pregio), ma solo delucidare il parere di
chi, ogni giorno, sacrifica del tempo, altrimenti dedicato allo studio o a divertimenti vari, e lo sacrifica con piacere, dedicandolo a questo sito, causa la sua grande passione
per la musica, qualunque nome vogliate darle.
Non vuole neanche essere un parere non criticabile o condivisibile per forza da tutti, anzi, se vorrete ribattere o sottoscrivervi potrete farlo mandandomi una e-mail (dal
modulo "contatti" a sinistra) e sarò felice di pubblicarla.
Tornando al nostro discorso, la domanda da porsi per prima è cosa vuol dire punk? Punk non è altro che un movimento, nato alla fine degli anni 70 in America e in
Inghilterra, musicale e ideale. Per quanto riguarda la musica fra i primi gruppi ad avvicinarsi a questo genere i più conosciuti sono sicuramente Ramones e Sex Pistols.
Ora non voglio dare lezioni di musica a nessuno, ma tanto per chiarire le idee, la musica punk a grandi linee sarebbe una musica molto veloce, caratterizzata da suoni
aggressivi e potenti, chitarre distorte ecc...
Il discorso si fa più impegnativo sugli ideali: infatti l'ideale dei primi punx, nichilisti, era non avere ideali, odiare la società e non volere fare nulla per cambiarla.
Stupire, scandalizzare la società con l'atteggiamento provocatorio caratteristico, che va dall'abbigliamento all'inno dei Sex Pistols "God Save The Queen".
Poi si è evoluto, con i Clash, con i Crass e con mille altri gruppi.
Ma oggi, dopo quasi 30 anni, si può essere punk e cosa significa? Queste risposte andatele a cercare nei forum di cui vi parlavo prima, ma non vi garantisco soddisfazioni.
Troverete tante parole come "attitudine" e "spirito punk" e tanti nomi di gruppi come "wretched", "kina", "sottopressione", "5° braccio", "peggio punx" ecc...è vero, questi
sono i gruppi che negli anni 80 hanno fatto il punk in Italia, ma negli anni 80. E nel 2004?
Nel 2004 io trovo che ci siano molte band come quelle sopraccitate, tutte molto simili; ma che senso ha essere una copia di una cosa che quello che doveva dare l'ha dato, il
poco o tanto che voleva ottenere l'ha ottenuto? Certo, qualcuno che riesce a rinnovare un po' i classici canoni sia musicali che ideali c'è, ma sono sempre casi molto rari.
Mentre scrivo sto ascoltando i Propagandhi, famosissimo gruppo californiano; chi ama chiamarli punk, chi hardcore melodico, chi skate-punk. Tanti nomi, tante etichette,
tante classificazioni che riconducono ad una stessa musica.
Ma qual era l'obiettivo dei primi gruppi che si cimentavano in questo genere chiamato convenzionalmente punk? Non era forse far conoscere i loro ideali, portare la loro voce
in posti in cui non avrebbero potuto comunicare in altri modi se non grazie proprio alla musica?
E le band che oggi vengono chiamate hardcore suonano ancora per questo? Se si, devo darvi una grande delusione, ma il loro messaggio riescono a portarlo solo alle
persone che lo conoscono già.
Trovo invece che band come NoFX, Rancid, Propagandhi ecc, pur non essendo la loro musica come quella dei Sex Pistols riescano molto meglio a comunicare, fino ad
arrivare a farlo a livello mondiale.
Potete criticare il modo in cui lo fanno, forse i Rancid hanno affidato la loro DISTRIBUZIONE alla Warner Bros, forse i Nofx hanno fatto un greatest hits solo per farsi
conoscere e guadagnare più soldi...e bhe? Siete più poveri voi perchè i NoFX si arricchiscono? Non comprate il greatest hits, non comprate Indestructible dei Rancid (anche
perchè io lo trovo il peggiore musicalmente parlando, ma sono gusti personali ;-))
C'è anche da dire che musicalmente sicuramente sono più apprezzabili i gruppi di oggi in linea di massima. Certo, c'è qualche eccezione, ma se permettete tra ascoltare un
disco dei peggio punx e uno dei NoFX (per fare sempre gli stessi nomi) c'è una bella differenza. Ok che ai peggio punx non importava della melodia ma di quello che
dicevano i testi, ma sempre di musica si parla.
E la moda? Il punk in molti casi oggi è una moda, non si può negarlo, ma non vedo cosa questo possa influire negativamente sul vero movimento. Non può far altro che
avvicinare nuovi ragazzi. Vi assicuro che ce ne sono molti di "punk della domenica", che dai 13 ai 17 (e non solo) anni proliferano e la cui massima aspirazione è conoscere
tanti gruppi per scriverne il nome sul diario o per portarne le spillette (parlo per esperienza, ne conosco molti).
Sono liberi di fare ciò che vogliono (non vi è familiare questa frase? A loro sicuramente no) e quindi che lo facciano, nella massima libertà.
Dunque, dopo questa lunga tediosa e inutile pappardella non si arriva a nessuna conclusione, come vi avevo già anticipato all'inizio e, come vi ripeto, non era mio obiettivo
fare.
Potete prenderlo come un commento o come una di quelle cose che magari avete letto mille volte, ma essendo il creatore, nonchè gestore del sito mi sono sentito in dovere
di scrivere il mio punto di vista.
In conclusione: cercate di conoscere a fondo quello di cui parlate, di scegliere secondo i vostri gusti tutto perché questo è l'importante.
Attribuite al punk il significato che ritenete più giusto e scegliete poi se approvarlo e seguirlo oppure no.
Mat |
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